sabato 15 novembre 2008

Berlusconi: " Barack Obama: bello,giovane e abbronzato"

Il simpatico saluto del Capo del Governo italiano al neo Presidente americano!!

venerdì 14 novembre 2008

Barack Obama: politico 2.0 con la campagna della tripla “O”



Il 4 novembre 2008 è stata scritta una nuova pagina di storia:il democratico Barack Obama è stato eletto quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d'America, il primo afroamericano. La sua vittoria è stata una novità a 360 gradi. Novità non solo per il colore della sua pelle ma anche per la campagna elettorale che si è mostrata del tutto innovativa. Il neo presidente ha puntato sulle carte giuste, ha creduto nei nuovi mezzi di comunicazione per farsi conoscere e promuovere le sue idee. Ha scelto il web come veicolo principale, ha creato numerosi siti e links ad essi correlati grazie ai quali ha raccolto consensi e soprattutto gran parte dei fondi per finanziare la pubblicità elettorale. Usufruendo di Internet è riuscito a raggiungere e conquistare frange elettorali inaspettate e solitamente indifferenti fino a toccare anche la sensibilità di una larga fascia della popolazione
giovanile. E’ così che i suoi sostenitori hanno partecipato attivamente a questa campagna elettorale attraverso blog, forum, social network e gruppi in rete. Non a caso l’operato di Obama è stato definito campagna tecnologica della tripla “O” (Obama’s on-line operation) e il New York Times ha attribuito al candidato il merito di aver rivoluzionato la comunicazione politica tradizionale introducendo un nuovo modello, il politico 2.0 . Parola d’ordine: coinvolgere non solo comunicare; e quale modo migliore per avvicinare la gente comune(e quindi i futuri elettori) al futuro presidente se non utilizzando un medium che ormai è entrato prepotentemente nelle vite degli statunitensi? L’obiettivo era di utilizzare i vari canali virtuali per entrare nelle case degli americani e il popolo del web ha risposto numeroso : la pagina Facebook del senatore ha superato un milione e 100mila contatti, You Tube ha visto pubblicati 628 mila video amatoriali e non riguardanti Obama, la community ufficiale My.BarackObama.com, dove è stato possibile consultare le varie fasi della sua scalata alla Casa Bianca, ha raggiunto oltre 900 mila membri, e ancora Flickr dove anche dopo la vittoria sono state pubblicate numerose immagini dei sostenitori in festa e Myspace. Significativa durante i suoi dibattiti televisivi l'interazione con il pubblico a cui è stata data la possibilità di intervenire con domande attraverso la webcam. La sera dello spoglio i siti dei principali canali televisi CBS, CNN, ABC e FoxNews hanno riportato gli exit-poll in diretta, aggiornandoli minuto per minuto. Rispetto alle ultime elezioni la percentuale di coloro che hanno seguito la campagna elettorale sul web è salita al 33%. Se lo slogan elettorale è stato “yes we can” per esortare il suo popolo al cambiamento il web ha rappresentato il primo change che Obama ha saputo attuare. E il web continuerà ad essere protagonista anche durante il suo incarico presidenziale infatti nel suo discorso di insediamento alla casa Bianca ha presentato un nuovo sito internet in cui i cittadini potranno inviargli consigli e suggerimenti per partecipare attivamente alle scelte politiche del loro presidente.
Ma il merito più grande di Obama è stato quello di conoscere bene la società in cui vive, e di aver saputo utilizzare il nuovo linguaggio dell’era tecnologica rivelandosi più che il simbolo di un cambiamento che avverrà, il figlio legittimo del suo tempo.

OBAMA PRESIDENTE:IL PRIMO DISCORSO DOPO L'ELEZIONE




Barack Obama - Yes We Can music video

I Black Eyed Peas' hanno creato questo video musicale ispirati dal discorso di Barack Obama alle primarie del New Hampshire nel 2008. Assieme alla gente comune un cast di stelle ha prestato il volto per sostenere il proprio candidato alla Casa Bianca sulle note del messaggio di speranza Si Possiamo!!

giovedì 13 novembre 2008

L'arte al servizio del sociale

La Raccolta Indifferenziata genera Mostri

Video in stop motion per sensibilizzare sul tema della raccolta differenziata, immaginando un mondo animista di oggetti che prendono vita, si amano, generano mostri meticci di materiali, si vendicano.


Greenpeace condom animation- preserviamoci dall'inquinamento

Animazione per Greenpeace


Global warming-pass it on quick...non c'è tempo da perdere

Un breve doodled di animazione flash sul riscaldamento globale e il cambiamento climatico


The Animals Save the Planet - Elephant Shower

"Forse potrebbe essere preferibile pensare agli altri prima di utilizzare tutta l'acqua a nostra disposizione". Aiutiamo gli animali, salviamo il nostro pianeta, utilizziamo solo l'acqua di cui abbiamo bisogno: non sprechiamo questo bene!



The Animals Save the Planet - Romancing The Bag

Non inquiniamo il pianeta: usiamo prodotti biodegradabili!



The Animals Save the Planet - Energy Efficient Penguin

"Le lampadine a risparmio energetico consumano un quinto della energia delle lampadine normali". Aiutiamo il pianeta utilizzando lampadine a risparmio energetico!


L'appello di John Kennedy per una Rivoluzione Energetica

La Rivoluzione energetica è l'evoluzione del piano di Greenpeace per salvare il pianeta da cambiamenti climatici catastrofici. Questo documento è stato sviluppato da specialisti dell'Istituto di Termodinamica tecnica presso il Centro aerospaziale tedesco (DLR) e da più di 30 scienziati e ingegneri provenienti da università e istituti di ricerca per l'energia rinnovabile sparsi in tutto il mondo. Quando l'uomo ha camminato per la prima volta sulla luna è stato definito la generazione di questo nuovo millennio,ora ci troviamo di fronte a una sfida più grande: il cambiamento climatico che minaccia la nostra stessa esistenza! Quali ulteriori catastrofi dovranno accadere per convincere i leader mondiali che l'attuale tecnologia nel settore delle energie rinnovabili offre un ultimo residuo di speranza, per un futuro sostenibile? Non servono parole vuote e senza senso per trovare una soluzione. Adesso è il momento per una rivoluzione energetica! Riusciremo a guardare negli occhi dei nostri figli e dire loro che abbiamo avuto l'opportunità, ma mancava il coraggio? Riusciremo a guardare negli occhi dei nostri figli e dire loro che abbiamo avuto la tecnologia, ma mancava la visione? Oppure guardiamo negli occhi dei nostri figli e diciamo loro che abbiamo dovuto affrontare la nostra sfida come i nostri padri, prima di noi e combattiamo per l' "Energetic Revolution!"

mercoledì 15 ottobre 2008

Il terzo "gigante" dopo Scilla e Cariddi


Fino ad oggi il panorama messinese si presenta così: spiagge bianche e mare cristallino.
Ma per quanto tempo ancora potremmo godere di questa oasi nel mediterraneo?
Ora infatti i messinesi si trovano davanti ad un destino incerto; da anni è aperta la questione della costruzione di un ponte sullo stretto, che unisce Scilla e Cariddi. Sin dall’inizio questo progetto è stato fonte di numerosi dibattiti, manifestazioni di massa e varie dichiarazioni in favore ed altrettante contro, che hanno reso ancor più evidente l’ampio coinvolgimento della popolazione.
I fautori del progetto ritengono questo piano necessario per lo sviluppo ed il sostegno dell’economia siciliana, pensando così di garantire più posti di lavoro. Ma sarà poi così vero?.
Gli economisti sono convinti che questo grande investimento abbia effetti trascurabili sull’occupazione, mentre al contrario il potenziamento dei servizi di navigazione darebbe risultati migliori a prezzi più bassi. Una valutazione fatta dall’Advisor (società di consulenza finanziaria del progetto), ha messo in risalto gli effetti negativi dopo cinque anni di attività del ponte, sostiene inoltre che: “…il quadro degli effetti occupazionali diretti, nel caso di scenario con ponte, mette in luce una perdita di posti di lavoro; 1.234 addetti fra i lavoratori del traghettamento, che non viene recuperata se non parzialmente, perché il ponte è in grado di generare solo circa 480 posti di lavoro. La perdita netta sarebbe quindi di 764 posti…” .
Un’ulteriore ragione per la quale sono state fatte numerose manifestazioni contro questa mastodontica struttura, è l’elevato impatto ecologico e ambientale che avrebbe sul territorio. A causa dei risaputi problemi sismici, sono nati parecchi dubbi circa la sicurezza della zona. Anche se il governo rassicura che questo “gigante” potrà resistere a terremoti di magnitudo 7,2 Richter, in ogni caso il geologo Mario Tozzi fa notare che: “un violento terremoto unirebbe due città devastate”.
Nel frattempo chi si sta occupando delle tante famiglie residenti nella zona di Torre Faro e Ganzirri (aree nevralgiche coinvolte nei lavori) alle quali verranno sottraete le abitazioni? Fin’ora le uniche risposte ottenute, in via ufficiosa, è che la famiglie verranno indennizzate per l’esproprio con la metà del valore dell’immobile.
Ci troviamo davanti ad una situazione poco chiara, che non rassicura gli animi dei messinesi.
In definitiva dietro quest’opera grandiosa, che affianca l’intento di alcuni uomini pubblici intenzionati a lasciare un segno nella storia, vi sono sufficienti ragioni per abbandonare l’idea del ponte, riorganizzando con maggiore efficienza ed efficacia i trasporti navali e utilizzando i capitali stanziati per soluzioni alternative, più utili alla collettività.

sabato 11 ottobre 2008

manifestazione studentesca 10-10-08

primo post editoria multimediale


Come sempre in ritardo...ma finalmente anche io ho il mio primo blog...visto che si dice che gli ultimi saranno i primi...questo inizio promette bene!